Psicoterapeuta a Monza Dott.ssa Melato
Quando c'è sofferenza psicologica è come se non avessimo gli strumenti per affrontare da soli le insidie che la vita ci presenta.
La Psicoterapia transculturale è un approccio innovativo creato in Italia dalla Prof.ssa Rosalba Terranova, che è stata tra gli psichiatri una pioniera, nel senso che è stata tra i primi a lavorare in contesti culturali non occidentali.
Da questa esperienza ha imparato che gli aspetti culturali che ci circondano (il modo in cui spieghiamo la malattia, la affrontiamo, i dottori che interpelliamo) sono altrettanto importanti degli aspetti intrapsichici.
Noi esseri umani siamo creature che ambiscono a dare un senso a quello che ci succede e lo facciamo soprattutto con il disagio psichico.
Un percorso di psicoterapia ci deve aiutare a trovare questo senso, che è unico per ognuno di noi e che è un significato che è determinato dalla cultura e/o dalle culture in cui siamo cresciuti.
In primo luogo dalla lingua che parliamo, dato che ogni lingua ha un suo modo di vedere le cose e di percepire il mondo, dalla storia della nostra famiglia e gli eventi storici che ha attraversato, dalle competenze relazionali che i nostri genitori sono riusciti a mettere in campo, dall'etica e dalla morale che ha permeato gli scambi comunicativi all'interno della famiglia e del gruppo sociale (come diceva lo psicologo e antropologo George Devereux: "è difficile rimanere sani in una società malata") e infine dai luoghi che abbiamo abitato, perché c'è un impatto notevole del paesaggio esteriore su quello interiore.
La psicoterapia transculturale è, come si può evincere, un approccio terapeutico complesso, che prende in considerazione molteplici aspetti dell'identità della Persona. Ma è l'approccio che serve in una società complessa come la nostra e in costante evoluzione. E' un approccio flessibile ma al contempo rigoroso e che poggia sul metodo comparato di psicanalisi e antropologia culturale e fa riferimento alle neuroscienze, che ci hanno dimostrato che la nostra mente è incarnata nel corpo.
La cultura ha moltissime definizioni ma la più incisiva è quella di Erika Bourguignon: "la cultura è la soluzione variabile a problemi costanti ovvero la cultura è problem solving: può essere usata da tutti i componenti di un gruppo perché la cultura comunica attraverso simboli condivisi".
La cultura ruota fondamentalmente attorno ai problemi panumani (stare protetti, mangiare, riprodursi...) ai quali le donne e gli uomini hanno dovuto e devono, anche nell'attualità, far fronte: la trasmissione della cultura ha permesso a tutto il genere umano di assicurare la sua sopravvivenza e, a seconda delle condizioni ambientali, di aumentare progressivamente le proprie abilità fino a raggiungere successi di dominio e sfruttamento dell'ambiente di altissimo livello.
Dunque l'apparato psichico è sollecitato ad interiorizzare nuovi reticoli culturali al fine di mantenere sintonia tra mondo esterno (reticolo culturale esterno) e mondo interno (reticolo culturale interno): in altre parole la popolazione contemporanea è continuamente sottoposta ad un lavoro psichico di adattamento. Questa fatica è spesso alla base di vari disagi psichici che si esprimono attraverso sintomi: ansia, depressione, attacchi di panico, dipendenze, comportamenti ossessivi, iperattività e molti altri.
Prendere consapevolezza di questa fatica e attivare quelle risorse individuali e culturali per farvi fronte è il valore aggiunto che la Psicoterapia transculturale fornisce: non solo alleviare i sintomi ma inserirli in un orizzonte di senso complesso.
A causa della velocità dei cambiamenti e della loro molteplicità (nuova cultura e incontri di cultura) è necessaria una raffinata selezione delle proposte innovative e una più forte capacità di scelta al fine di preservare l'identità personale ed il sentimento di appartenenza.
Se non c'è questo lavoro psichico dell'identità e dell'appartenenza la Persona appare in balia della globalizzazione senza più caratteristiche personali e nell'impossibilità di esprimere se stessa s'instaura un permanente stato d'insicurezza, causa dei disturbi psichici classici o di nuova generazione.
La psicologia transculturale (Berry e coll.) segnala opportunamente tali passaggi di cultura, tali transiti da un modello culturale ad un altro e poi a un altro ed un altro ancora. La capacità psichica richiesta è quella d'identificare le proprie propensioni e di selezionare nel supermercato delle offerte culturali, quelle che costituiscono un continuum nella tua espansione interiore.
Lo psicoterapeuta transculturale accompagna questo tipo di evoluzione e di consapevolezza, in un clima di collaborazione e di co-costruzione del percorso terapeutico con la Persona protagonista di questo viaggio interiore. E' un approccio umile, rispettoso delle diversità e consapevole del rischio di "colonizzazione" che a volte può essere insito in una visione unilaterale della malattia. E' un approccio che si avvale di una pluralità di sguardi che derivano dalle varie discipline su cui poggia la Psicoterapia Transculturale: non solo antropologia e neuroscienze, ma anche geofilosofia, psicologia positiva, sociologia e filosofia fenomenologia.
Ognuno di noi ha dentro di sé una pluralità di mondi che solo un occhio clinico allenato alle diversità può aiutarci a scoprire e a far convivere armoniosamente.
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